Consuntivo 2019

Consuntivo 2019

Fare il consuntivo di un anno, per dirla come Pavese, è sempre faticoso. Alla mente ritornano prima le cose negative, ci sembrano sempre di più, non necessariamente perché lo sono davvero, ma forse perché il segno che lasciano è più difficile da cancellare, non lo so, non l’ho mai capito e non penso di riuscirci ora in un post su un blog al quale spero quest’anno di togliere un po’ di ragnatele.

Sono andata a teatro a vedere l’opera e poi un musical indimenticabile; sono stata all’estero tre volte di cui una in una nazione mai visitata prima che mi ha fatta sentire comunque a casa (Albania), una a trovare degli amici in un frangente della loro vita particolare (Germania) e l’altra a ritrovare una città che amo (Parigi) e condividerla con amici che, nonostante la distanza, poi ritrovi tali – le distanze sono reali solo se vuoi che siano tali, è così; ho preso per la prima volta un traghetto e dormito per terra in mezzo ad altri avventurieri; ho pianto davanti alle ninfee di Monet perché l’arte fa questo; ho ascoltato dal vivo Alberto Angela parlare di Giulio Cesare che è stato un po’ come bere ambrosia; sono andata al cinema, meno rispetto al solito ma comunque non poco e sono contenta – visto la fine di due saghe ; ho fatto da damigella al matrimonio di una delle mie migliori amiche; mi sono regalata due corsi di scrittura di cui uno autobiografica che mi ha fatto capire un po’ di cose, tra cui quella di non aver capito niente; sono andata a sciare con mio papà e mi sono sfidata un po’, vincendo, e nella stessa occasione ho anche mangiato le fettuccine ai funghi porcini e tartufo più buone della mia vita; ho parlato davanti ad una vasta platea di adolescenti maschi e sono ancora viva; mi sono truccata da los dias de los muertos ad Halloween per la prima volta e l’anno prossimo si farà ancora meglio; un corso, un tassello in più per comprendere il complesso mondo dell’editoria in quella meraviglia che è Roma e che ho avuto, anche nel 2019, la fortuna di vedere più volte; ho passato quasi tutta l’estate a letto, a casa, bloccata dalla sfiga e da una caviglia che ancora oggi fa le bizze: mi è sembrato di vedere il tempo congelarsi, guardare tutto da fuori in una lente d’ingrandimento, capire che avere troppo tempo per se stessi non è mai un bene, si finisce per rimuginare, cominciare a mettere i puntini su i che non pensavi nemmeno d’aver mai tracciato; ho capito che saper lasciare andare è una delle cose più difficili che si possa imparare a fare, che le abitudini con gli anni diventano pesi invisibili.

È stato, forse, l’anno che potrei definire con la parola “accettazione”, che inevitabilmente mi fa venire in mente il terzo capitolo della “Trilogia dell’Area X” di Vandermeer, uno dei libri migliori di questo decennio passato a quanto pare – che poi, si apriva con “Annientamento” e forse ci metto un pizzico pure di quello – sicuramente nel 2019 non ho acquisito il dono di non perdermi in inutili divagazioni.

L’accettazione è una presa di coscienza dalla quale, spero, possano derivare solo decisioni più consapevoli.

Ho accettato il fatto che ci sono cose che non puoi evitare, anche quelle di cui dicevi “io mai”. Ho accettato il fatto che il mai non esiste, perché proprio quando credi di avere tutto sotto controllo, il controllo invece l’hai perso da un pezzo. Ho accettato il fatto che mi spaventano i cambiamenti e tanto, che però a volte sono necessari, anche se questo vuol dire farsi male, visto che resistere tanto per resistere non serve a niente. Ho accettato che il tempo sta passando veloce, in modo sinistro perché sembra inafferrabile ed io a stento me ne accorgo, impegnata sempre in altre cose, che si è sempre impegnati in altre cose quando il tempo passa.

L’avevo detto all’inizio di questo post – consuntivo, che alla mente ritornano le cose che ci hanno lasciati più insoddisfatti: i sassolini nelle scarpe danno più fastidio e fanno più rumore quando cadono via, di certo più delle cose belle che ci sono state – perché sì, ci sono state e non sono state poche, forse a rileggere questo post non sembrerà, ma tanto senza drama non c’è nulla.

Di buoni propositi per il 2020 ce ne sarebbero tanti, ma costruire una pila infinita di cose da sbarrare non penso gioverebbe. Potrei partire dalle cose più piccole, come prendermi del tempo di qualità per me stessa più che posso, ritornare a scrivere su questo blog, a leggere con regolarità sempre e non in attacchi di bulimia verso le parole come àncora di salvezza, alle cose più grandi, come aggiustare il tiro di tante direzioni della vita e avere più polso in determinate situazioni.

In questa parte del sito ho sempre parlato di libri e continuerò a farlo, spero ora con più frequenza per poter dare a me stessa un posto sicuro dove tenere insieme i pezzi delle parole che leggo. Per questo i buoni propositi che ho da scrivere sono quelli che riguardano la me lettrice 2020, quantomeno quelli che mi sono venuti in mente fino ad ora.

  • Leggere Guerra e Pace, che mi aspetta sullo scaffale dall’Epifania 2019;
  • Leggere un bel po’ dei libri che ho accumulato negli ultimi mesi(I ragazzi della Nickel, Sei di corvi, Le affinità elettive, Frammenti di un discorso amoroso, Circe, Revolutionary Road tra tutti);
  • Impegnarmi a comprare in modo oculato, ovvero solo quando sono certa di leggere il libro in tempi brevi e sopratutto mai quando ho un altro libro in lettura – perché altrimenti mi vien voglia di dedicarmi subito al nuovo mollando il vecchio;
  • Finire la saga dei fumetti di Sandman di Neil Gaiman, visto che mi stava piacendo parecchio;
  • Provare seriamente a leggere più in ebook;
  • Leggere qualche classico in più, visto che nel 2019 sono stati quasi del tutto assenti, escludendo le riletture;
  • “Tenera è la notte” di Fitzgerald, perché siamo negli anni ’20, che diamine.

Per le mie migliori letture invece, vi rimando ad mio profilo ig, qui: LETTURE MIGLIORI 2019

Buon anno a tutti.

Not all those who wander are lost.

 

 

 

Sabrina Turturro
sabrina.turturro@gmail.com

Sabrina Turturro | Bookish person. Photography and movie enthusiast. Art, travel and tv shows addicted. A dreamer. Instagram, Snapchat, Facebook: nebuladaphne nebuladaphne@gmail.com

No Comments

La tua opinione

Translate »