Annientamento

Annientamento

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Titolo: Annientamento

Titolo originale: Annihilation

Autore: Jeff Vandermeer

Casa Editrice: Einaudi

Pagine: 182

Costo: 16€

Traduzione di Cristiana Mennella.

Trama: Per trent’anni l’Area X – un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall’origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo – è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l’agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all’opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall’Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte. Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l’una dell’altra, nemmeno il nome – sono indicate con la funzione che svolgono: l’antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa – accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell’Area X erano stati appena sfiorati.

Questo romanzo è stato un’avventura lenta ma inarrestabile. Si comincia a scivolare nell’Area X come una pallina su un piano inclinato: si va giù -metafora non casuale- e si acquista sempre più velocità.

Guardando quel paesaggio imperturbato, non credo che qualcuna di noi riuscisse già a vedere la minaccia.

Jeff Vandermeer in poco più di 180 pagine riesce a costruire un mondo nel mondo, in cui nulla sembra quello che è. Il genere di Annientamento è il New Weird, sviluppatosi negli anni ’90 ed a coniare questo termine fu proprio Vandermeer con sua moglie Annie, alla quale i libri sono dedicati. Il New Weird è un ibrido nato dal macro genere fantastico, con prestiti dalla fantascienza ed anche dalle atmosfere horror contornate di mistero. C’era già qualcosa di simile nel panorama fantascientifico ed era la Bizzarro fiction ma a differenza di quest’ultima, molto più estrema, la letteratura New Weird basa le sue stranezze solo su creature e ambientazioni, perché un punto saldo di queste narrazioni sono proprio le situazioni sempre coerenti e il più possibili verosimili.

Ho cominciato con questa premessa perché aiuta a collocare meglio un romanzo -il primo di una trilogia-, che è impossibile racchiudere in un solo genere.

Straniamento, tensione in crescita costante, curiosità: sono le prime cose che mi vengono in mente ripensando alla lettura di Annientamento.

La nostra missione era semplice: continuare l’indagine governativa sui misteri dell’Area X muovendo in avanscoperta dal campo base.

A parlare è la biologa, che sarà la nostra narratrice per tutta la missione. Biologa e basta, perché in Annientamento non ci sono nomi propri, non ci sono identità. Lentamente, a partire da questo dettaglio, si assisterà alla spersonalizzazione delle protagoniste, si vedrà la dissoluzione di loro stesse all’interno dell’Area vista come un organismo vivente, dotato quasi di libero arbitrio, sicuramente più degli stessi personaggi. Ma andiamo con ordine.

Biologa, antropologa, topografa, psicologa: quattro scienziate indicate solamente con le loro professioni, per confonderle o indurle a pensare solamente al loro ruolo e quindi alla missione stessa? Sarà uno degli interrogativi che la storia farà nascere.

Come la biologa dice in partenza, la loro missione in realtà è semplice: esplorare quest’area denominata X, in cui trent’anni prima, a seguito di un presunto disastro naturale causato dall’uomo,  si susseguono eventi strani. Ci sono state ben undici missioni prima di quella a cui lei ha preso parte e solo poche persone sono tornate indietro anzi, in realtà, alcuni dei superstiti non sono mai tornati veramente.

In dotazione non viene dato loro nulla di tecnologico, nulla appartenente all’epoca moderna: armi datate, attrezzature basiche per ricerche sul campo, diari personali e qualche sigaretta. Questo in apparenza per farle meglio immergere in questa zona in cui la natura ha preso il sopravvento, inglobando tutto e tutti, non sottostando più alle leggi imposte dall’uomo.

Tutti i partecipanti sono obbligati dalla Southern Reach, l’agenzia governativa che la controlla ed organizza le spedizioni, a tenere un diario su cui annotare gli avvenimenti più importanti e le varie scoperte. Anche la biologa ne tiene uno, ed è proprio quello che noi leggiamo: il suo diario, il suo personale resoconto. Resoconto oggettivo o soggettivo quindi? La biologa resterà davvero un narratore attendibile? Fin da subito appare chiaro che lei, rispetto alle altre, è più propensa ad andare a fondo ai misteri che le circondano, lei soltanto si spingerà oltre, tentando di sbrogliare la fitta matassa. Personaggio costruito ad hoc da Vandermeer, la biologa incarna perfettamente la razionalità del suo ruolo da un lato, e la curiosità che a volte spinge l’uomo fino al limite. Lei, che non ha più niente da perdere perché avvezza alla solitudine, arriverà a sentirsi capita dalla Natura padrona di quel luogo, natura che è stata la sua unica vera compagna di vita.

Emblematico è sicuramente il diario, una delle cose più intime per eccellenza, sarà il giro di boa della vicenda quando, in una delle scene cardine della storia, la biologa si troverà di fronte ad una montagna di diari delle vecchie spedizioni abbandonati, lasciati a decomporsi e a diventare a loro volta parte dell’Area X. Siamo all’apice della dissoluzione dell’uomo che vuole scoprire i retroscena di quel luogo. Pensieri che diventano fango, polvere, terra a loro volta.

E allora cos’è davvero l’Area X?

È un interrogativo al quale questo primo volume non riuscirà o meglio, non vorrà rispondere. La nostra narratrice si troverà di fronte a cose troppo lontane dalla sua razionalità, snocciolerà ipotesi, spiegazioni ma nulla di certo perché lei per prima non può basarsi su nessun dato concreto e noi di rimando seguiamo le sue perplessità.

Con Annientamento è stato come camminare sul filo del rasoio: ogni passo può essere quello falso, così come ogni dettaglio può condurre alla rovina o alla soluzione definitiva. La cosa certa è che la scrittura e la fantasia di Vandermeer riescono a condurti passo passo in un viaggio da cui è difficile tornare indietro.

Sabrina Turturro
sabrina.turturro@gmail.com

Sabrina Turturro | Bookish person. Photography and movie enthusiast. Art, travel and tv shows addicted. A dreamer.
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