Absence di Chiara Panzuti

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Absence di Chiara Panzuti

Absence: il gioco dei quattro.

Invisibilità. Solitamente è questa la risposta che do alla domanda: “Quale super potere vorresti avere?”. La capacita di rendere sé stessi invisibili mi ha sempre affascinata, forse a causa di un certo Potter, forse no.

Quando ho letto la trama di Absence per la prima volta ho subito pensato alla grossa fortuna che questi ragazzi avevano avuto, nel ritrovarsi improvvisamente capaci di esserlo. Ma per me il punto di forza di questo romanzo è la capacità che Chiara Panzuti ha avuto nel ribaltare un concetto solitamente stuzzicante per la maggior parte di noi e trasformarlo in qualcosa di più profondo, più inconscio, quasi terrificante ed il primo indizio sta nel titolo: Absence, absentia, assenza. Qualcosa che c’era e non c’è più o addirittura qualcosa che non c’è mai stato. Faith, Jared, Scott e Christabel non diventano solamente invisibili da un momento all’altro, ma scompaiono letteralmente dal mondo e dalla memoria di tutti i loro cari. 

Qual è la cosa che l’uomo desidera forse più di ogni altra? Essere ricordato, non farsi inghiottire dal tempo e scomparire. Questa paura si concretizza materialmente per i quattro protagonisti di questo young adult che nasconde più di un aspetto su cui riflettere. Seguendo i pensieri di Faith, voce narrante principale, la riflessione arriva ad inglobare aspetti quotidiani che interessano tutti noi: l’alienazione, il non sentirsi più davvero ascoltati o anche solo considerati da chi ci circonda. Abbiamo un’identità sui social, ma poi in fin dei conti, sentiamo di esistere davvero?

Cosa ci spinge esattamente ad andare avanti? Perché nella vita di tutti i giorni servono sempre motivazioni di spessore, mentre quando uno è nei guai basta anche la più piccola speranza? Mi aggrappavo al nulla e ne ero consapevole. Ma quel nulla sembrava così solido, essenziale, da bastare per una vita intera.

Comincia così per i protagonisti una corsa attorno al mondo contro il tempo e sopratutto l’ignoto per ritornare ad essere visibili, ad essere reali. A guidarli ci saranno solo delle coordinate per tornare a vedere ed un sinistro uomo vestito di nero.

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Ho trovato quindi la trama e il suo sviluppo davvero originale e sopratutto coerente, cosa non scontata in romanzi di questo genere. Tuttavia, per me un buon young adult si compone di due aspetti, ai quali attribuisco la stessa importanza: bellezza della storia e relazioni tra i personaggi. Sul primo punto ho già detto la mia, ora invece vorrei spendere due parole sul secondo. L’unica cosa che non mi ha convinta del tutto è stata l’evoluzione dei rapporti tra i quattro protagonisti: sono d’accordo sul fatto che, una situazione decisamente atipica come quella che Faith, Jared, Scott e Christabel si ritrovano a vivere acceleri per forza di cose la creazione di un cameratismo e perché no, anche delle simpatie tra le persone; purtroppo però non sono riuscita a sentirmi coinvolta nel rapporto tra Faith e Jared, apparso quasi inevitabile già dall’inizio e mi dispiace davvero perché l’autrce è riuscita a dar loro personalità affini che mi sarebbe piaciuto vedere avvicinare con più cautela. Mi sono sentita quindi spinta ad andare avanti più per la storia in sé – non è assolutamente poco – che per l’empatia nei confronti dei personaggi – escludendo forse Scott, che mi ha colpita più di tutti -.  Tuttavia, essendo “Absence: il gioco dei quattro” il primo di una trilogia, sono convinta che nei prossimi capitoli avrò modo di ricredermi.

Ringrazio ancora la  Fazi editore per avermi permesso di avere la mia copia in anteprima e sopratutto per l’invito alla presentazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove ho avuto modo di conoscere personalmente la gentilissima autrice.

Titolo: Absence: il gioco dei quattro

Autore: Chiara Panzuti

Casa Editrice: Fazi editore collana LainYA

Pagine: 336

Costo: 15€

Link all’acquisto qui

Perché?
È possibile diventare invisibili?
Ed è possibile dimenticare chi ami?
Perché?

Tornare a vedere. Ma chi ero io?
E cosa dovevo vedere esattamente?
Perché?
Nord. Sud. Ovest. Est.
Tutti quegli interrogativi si incontravano alla fine in un unico punto.
E in quel punto si scioglievano.

Sabrina Turturro
sabrina.turturro@gmail.com

Sabrina Turturro | Bookish person. Photography and movie enthusiast. Art, travel and tv shows addicted. A dreamer.
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