Vincent sul divano, Marco Marrocco

Vincent Van Gogh sul divano

Vincent sul divano, Marco Marrocco

Autore:
Casa editrice: Fefè Editore
Titolo:
Pagine: 150
Prezzo: 10 € (Omaggio C.E.)
Van Gogh: si può sopravvivere all’arte?

Quando si parla di un artista famoso come Van Gogh il rischio è di cadere nel già detto, che a lungo andare rende sature le argomentazioni. Nel libricino di Marco Marrocco, uscito in occasione dell’arrivo nelle sale italiane di Loving Vincent – il primo lungometraggio realizzato interamente con immagini dipinte su tela dell’artista – la quarta di copertina anticipa già quelli che saranno i punti di forza del volume: ibrido tra saggio e fiction ed approfondimento psicologico venato d’ironia.

Vincent è Ettore che parla con Andromaca sulle mura di Troia: lui sa di andare a morire, ma non può lasciare che sia la luce a vincere, o la natura, o l’arte stessa.

Il primo aggettivo che mi viene in mente per descriverlo è anticonvenzionale. Per la prima volta sento parlare a Vincent in modo così schietto. Sì, a: perché Marrocco si rivolge a Van Gogh come se gli stesse parlando personalmente o attraverso una lettera che l’artista leggerà da lì a breve.

È tutta qui la morale della tua pessima favola: l’arte è superiore alla vita. E la vita, che pure non può dirsi meno signora dell’arte, si prende ciò che è suo, ovvero tutto Vincent.

Perché sul divano? L’atmosfera sembra quella di una chiacchiera informale tra due vecchi amici che alla sera si ritrovano con un bicchiere di vino tra le mani.

Conosco il disprezzo che nutri per i critici. Ma per le teorie dell’arte? Vincent, che dici, un po’ di tolleranza la puoi avere? Mi daresti dieci minuti della tua attenzione?

Il tono canzonatorio dell’autore serve a rendere meno didascalico ciò che seguirà, una spiegazione sulle Teorie dell’arte, tra cui quella della Luce.

L’opera d’arte, come un magnete, attrae e trattiene la luce dei corpi e ne diventa uno specchio assoluto. Ecco, Vincent, che tu lo sappia o no, che ti stia bene o no, tu sei il manifesto vivente della Teoria della Luce.

Allo stesso tempo, il taglio focalizzato sulla psiche del tormentato artista ricorda anche l’iconico divano dello psicologo; non a caso il libro comincia con la minuziosa prefazione di Domenico Mazzullo.

Ho apprezzato il modo diretto, oserei dire colloquiale – cosa più unica che rara in volumi del genere – che l’autore ha scelto per affrontare argomenti quali l’imitazione, i riferimenti con i modelli del passato ed il rapporto con i contemporanei. È un volume che sento di consigliare a chi già ha avuto modo di conoscere ed approfondire Van Gogh in modo da cogliere i riferimenti sia alla sua vita privata sia alla sua evoluzione artistica.

Qui il link al video presentazione dell’autore.

Ps. Non è la prima volta che sul sito parlo di questo artista. Se volete vederlo raccontare in una veste completamente diversa, qui c’è il link ad una graphic novel a lui dedicata.

Sabrina Turturro
sabrina.turturro@gmail.com

Sabrina Turturro | Bookish person. Photography and movie enthusiast. Art, travel and tv shows addicted. A dreamer.
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